Virus B
Il virus B può determinare una epatite acuta o un’infezione
cronica associata ad epatopatia cronica (epatite cronica attiva
e cirrosi) o senza epatopatia (portatore asintomatico o sano).
Lo stato di portatore cronico è per lo più riscontrato in
paziente che hanno acquisito l’infezione al momento della
nascita o nei primi anni di vita. L’infezione infatti cronicizza
nel 90% dei neonati e nel 10% di coloro che la contraggono in
età adulta.
L’epatopatia HBV relata svolge un ruolo importante nello
sviluppo della cirrosi e nella patogenesi del tumore primitivo
del fegato (epatocarcinoma). La cirrosi da HBV è ad oggi in
Italia, dopo quella da HCV, la seconda più frequente indicazione
al trapianto epatico.
La confezione da HDV, presente nel 1987 nel 23% nelle epatopatie
croniche da HBV, risulta essere presente nell’8.3% dei casi nel
2000.
Trasmissione e prevenzione
Il virus B, si trasmette per via parenterale, attraverso il sangue e i suoi derivati (specie se avvenuti diversi anni fa, quando ancora non c’erano le strette misure di controllo applicate oggi), attraverso soluzioni di continuo come ferite e punture, da parte di sangue o secrezioni biologiche infette o attraverso via parenterale inapparente.
L’Osservatorio Epidemiologico dell’Istituto di Sanità, indica
tra le maggiori modalità di trasmissione per il virus B la
promiscuità sessuale, la tossico-dipendenza con lo scambio di
siringhe infette e pratiche come piercing e tatuaggi effettuati
con strumenti non adeguatamente sterilizzati, manovre invasive
(chirurgiche e non), odontoiatriche, agopuntura che possono
portare il sangue a contatto con strumenti infetti.
Inoltre trattamenti estetici, scambi di siringhe, uso promiscuo
di rasoi e spazzolini da denti possono rappresentare fonte di
contagio. Nelle aree dove HBV è molto diffuso (estremo oriente),
un’importante modalità di trasmissione è la via verticale da
madre a figlio.
Il rischio legato al contagio sessuale in coppie monogame,
rilevante per il virus B, appare invece eccezionale nel caso
dell’epatite C.
Sono quindi soggetti a rischio i tossicodipendenti, i
politrasfusi, i pazienti con insufficienza renale cronica in
trattamento dialitico, il personale sanitario, individui con
promiscuità sessuale, i soggetti che vivono in comunità chiuse e
i familiari di soggetti di pazienti HBsAg positivi. L’infezione
tuttavia, può essere prevenuta in questi individui con la
vaccinazione del resto gratuita, presso gli
uffici di igiene di riferimento.